Società e Metodo operativo

Il nostro logo

Il nuovo logo è la nuova foto sulla carta di identità della Nea Ostia Rugby.
Cambiare tutto affinchè nulla cambi.
Il nostro Club cresce, passando attraverso naturali cambiamenti. Il nostro simbolo cambia insieme a noi, rimanendo fedele a se stesso, alla sua essenza ed ai nostri colori, ma assumendo una connotazione più moderna, asciutta ed evocativa.
Il nostro simbolo, il Cinghiale, forte e tenace, attaccato al branco.
In questa nuova veste, più concreto, meno fumettato, non mostra i muscoli, ma esibisce naturalmente la sua forza. La sua creasta a richiamare la cucitura di una palla da rugby di cuoio. L’ovale che racchiude tutto, tradizione, futuro, passione. L’ovale che è l’essenza stessa del rugby, ci racchiude e ci rappresenta.
Il tricolore, il nostro orgoglio, la nostra ambizione.
Pronti a lanciare il nostro Club verso una dimensione internazionale.
Nuovo simbolo, vecchia tradizione. Questo siamo noi.

 

Motivazioni e obiettivi

Il rugby è uno sport di nobili origini, nel quale il rispetto delle regole e degli avversari è considerato un valore fondamentale. William Blaha, famoso giornalista ed atleta statunitense, in un aforisma erroneamente attribuito al famoso scrittore ingles Oscar Wilde, dichiarava in proposito: “Il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da bestie, il football (americano) è uno sport da bestie giocato da bestie, il rugby è uno sport da bestie giocato da gentiluomini!”

Il gioco del rugby, al di là di simpatici detti, ha una forte valenza educativa poiché oltre agli aspetti legati alla socializzazione, al rispetto di principi e regole, offre l’opportunità di confrontarsi con la propria e l’altrui aggressività in un contesto di gioco. E’ definito come uno sport di contatto perché il confronto fisico tra giocatori è una costante del gioco ed è definito anche sport di situazione perché nella sua evoluzione diventa sempre più importante la capacità di comprendere il contesto in cui si sviluppa concretamente ogni fase della partita.

Associazione Nea Ostia Rugby Football Club
L’Associazione Nea Ostia Rugby Football Club si propone di diffondere la pratica del rugby per offrire l’opportunità ai bambini e ragazzi che ad esso si accostano, di apprendere valori fondamentali per il gioco, ma soprattutto per il vivere sociale.

Gli obiettivi del rugby educativo si sintetizzano in:

  • sviluppare il senso del rispetto per l’altro (arbitro, compagno, avversario);
  • accrescere l’autostima attraverso lo sviluppo della capacità di riconoscere e valutare il pericolo superando le proprie paure;
    sviluppare il senso della lealtà nei confronti del compagno e dell’avversario che non è mai nemico, ma opponente;
  • sviluppare il senso della disciplina che si concretizza nella necessità di aderire pienamente alle regole;
  • sviluppare il senso di solidarietà e spirito di gruppo in una prospettiva di integrazione di qualunque diversità (fisica, culturale, altro);
  • contribuire alla formazione psico-fisica di tutti i partecipanti.

Progetto scuola

Nell’ambito del Progetto Scuola la F.I.R. prevede un programma basato su:

  • momenti di formazione, conoscenza ed avviamento sotto forma di competizione ludica e/o sport di squadra;
  • partecipazione ai Corsi Provinciali di aggiornamento per docenti;
  • adesione alle attività sportive scolastiche e relative competizioni previste dal progetto tecnico dei Centri Sportivi Scolastici (CSS);
  • attivazione del CSS ed eventuale affiliazione alla F.I.R. come ente scolastico;
  • partecipazione al Campionato nazionale delle Scuole, riservato alle scuole affiliate F.I.R.;
  • richiesta di incentivi e contributi per i Centri Sportivi scolastici affiliati che abbiano aderito e partecipato sia al progetto tecnico dei CSS che a tutte le iniziative della Federugby per la scuola, come previsto da normativa.

Nel rugby educativo si utilizza inizialmente il metodo globale ossia il gioco generale che coinvolge tutta la classe anche dal punto di vista emotivo.
Gradualmente si inseriscono le prime regole (ad esempio: vietato toccare chi non ha il pallone, passaggi indietro e avanti, apprendimento di come si segna una meta).
Sarà cura dell’operatore coinvolgere tutti i partecipanti, anche quelli più timidi o meno atletici cercando di stimolare la capacità individuale (velocità e rapidità) per battere l’avversario.
Tutti possono giocare questo gioco: maschi, femmine, piccoli e alti, con lo stesso entusiasmo e con le stesse possibilità di brillare e divertirsi.
Dal metodo globale si passa all’analitico ovvero si praticano, ad esempio, staffette di corsa con passaggi e cambi d’angolo, si prova l’esperienza di superare l’avversario: uno contro uno o si cerca il compagno libero quindi si affronta il due contro uno; si apprende inoltre una delle regole fondamentali del rugby: il passaggio volontario indietro e quindi il controllo della corsa per essere nuovamente disponibile a ricevere il pallone dal compagno.

I tecnici di categoria sono i responsabili, per conto della società, della gestione tecnica della categoria loro assegnata.

In particolare:

  • applicano alla categoria la linea tecnica della società, programmando gli interventi in funzione delle caratteristiche collettive e individuali della squadra;
  • collaborano con il direttore tecnico (DT) e con il preparatore atletico per quanto riguarda:
    • o programmazione;
    • o gestione;
    • o verifica degli allenamenti;
  • sono responsabili della programmazione, gestione e verifica degli allenamenti e dell’organizzazione tecnico-agonistica delle loro squadre (convocazioni, gestione dei rapporti con gli atleti, i dirigenti e i genitori);
  • partecipano alle riunioni del comitato tecnico e alle attività di aggiornamento interno;
  • partecipano alle attività di formazione e aggiornamento della FIR;
  • organizzano ed hanno cura del materiale per l’allenamento;
    gestiscono le partite dal punto di vista tecnico (formazione, sostituzioni, strategia);
  • conoscono bene il regolamento di gioco.

Rapporti con gli atleti

  • creano un clima motivazionale positivo;
    incarnano e trasmettono i valori della società;
  • richiedono (e mantengono) un comportamento rispettoso e corretto.

Rapporti con i genitori

  • coinvolgono i genitori nella linea tecnica della società;
  • mantengono rapporti cordiali e di collaborazione, rendendoli partecipi della crescita dei loro figli (dipendentemente dall’età).

Rapporti con i dirigenti accompagnatori (D/A)

  • si coordinano con i D/A (rappresentanti ufficiali del club) per eventuali proteste, contestazioni ecc. da formulare verso altri club ed altre squadre. Solo il D/A è deputato alla formalizzazione di posizioni ufficiali della NOR;
  • collaborano per l’identità della squadra all’interno della società;
  • collaborano nella trasmissione dei valori della società;
  • tengono il rapporto con i genitori e li coinvolgono nelle attività;
  • seguono i giocatori infortunati (sul momento e durante la cura e convalescenza):
    • o soccorso;
    • o rapporto con i genitori;
    • o invio dal medico/fisioterapista
    • o rientro;
  • gestiscono i “casi difficili” ed eventuali sanzioni insieme al Consiglio, Direttore Tecnico e Sportivo.

Rapporti con le altre società

  • in occasione delle gare, mantengono rapporti cordiali e collaborativi con tecnici, dirigenti e giocatori;
  • in caso di problemi, mantengono un comportamento tranquillo e non accettano eventuali provocazioni;
  • rimandano ai D/A la manifestazione di eventuali rimostranze.

Rapporti con gli arbitri

  • instaurano con gli arbitri rapporti di fiducia e rispetto;
  • non contraddicono mai una decisione dell’arbitro;
  • a fine gara, se lo ritengono opportuno, analizzano con l’arbitro eventuali situazioni di gara, in un’ottica di crescita comune e non di accusa.

Principi generali di comportamento:

Far rispettare (e rispettare per primi) le direttive e gli ideali della società.

MAI:

  • perdere il controllo;
  • discutere davanti ad atleti e genitori;
  • contraddire pubblicamente posizioni ufficiali del club.

Tuttavia, allo scopo di crescere e migliorare il funzionamento del club, molto gradite saranno eventuali critiche costruttive da discutere con lo staff dirigenziale del club.

Il dirigente accompagnatore (DA) oltre ad essere il rappresentante ufficiale del club (e per questo dovrà essere sempre riconoscibile indossando colori e logo del club), deve avere grandi abilità relazionali, infatti, deve tenere i rapporti con giocatori, allenatori e genitori, per i quali funge da cuscinetto con la società sportiva, con i membri dello staff della squadra, oltre che con l’arbitro e i dirigenti delle squadre avversarie.
A fronte di tali responsabilità, le motivazioni che devono essere patrimonio imprescindibile per l’assolvimento di tale ruolo sono diverse. Tanto per citarne alcune: attenzione alle necessità esistenziali dei giovani sapendo farsene carico, il desiderio di collaborare in un ambito dove la vita cresce di continuo, stare con i giovani e cogliere l’occasione per sentirsi tali. Questa esperienza permette di vivere momenti di gioia e semplicità che solo i bambini/ragazzi sanno trasmettere.
Nello specifico, a tale figura è richiesto di svolgere molteplici compiti d’informazione, comunicazione, educativi e di accoglienza. Rispetto ai giovani rugbisti gli si chiede d’incoraggiare, richiamare, prendersi cura delle loro necessità prima durante e dopo allenamenti e partite, facilitare l’aggregazione della squadra, essere disponibile al dialogo e fornire informazioni, interessarsi dell’andamento scolastico.
Ogni squadra è sempre seguita da un dirigente accompagnatore ufficiale, di seguito le sue competenze nel dettaglio:


Organizzazione

  • È in costante contatto con la segreteria della società;
  • Si tiene informato sul calendario dei campionati/raggruppamenti (partite, orario, indirizzo campi);
  • Si tiene costantemente aggiornamento sui comunicati ufficiali (variazioni orari, campi, squalifiche, calendari, ecc.);
  • Conosce i principi di fair-play (per poterli ricordare, costantemente, a giocatori e genitori);
  • Conosce i numeri telefonici utili (giocatori, società avversarie, responsabili);
  • Registra le assenze dei giocatori e dei tecnici agli allenamenti ed alle partite;
  • È sempre presente e puntuale in ogni impegno della squadra;
  • È il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene, in occasione degli eventi, mostrando disponibilità a risolvere discretamente, qualsiasi problema, eventualmente occorso, di carattere prettamente organizzativo;
  • Si assicura che la squadra si ritrovi nell’orario e nel luogo concordato ed indicato nella convocazione, per gli incontri da disputare in trasferta (considera i tempi in maniera da consentire il raggiungimento del campo di gara con 60 minuti d’anticipo sull’orario previsto) e, per quelle in casa, direttamente al campo (almeno 60 minuti prima dell’orario d’inizio gara previsto);
  • Organizza l’attività in modo semplice e funzionale, riducendo insieme al tecnico, i tempi ed i modi d’attuazione;
  • All’arrivo nel luogo della competizione, raduna ordinatamente tutti i giocatori e, laddove presenti, chiede l’allontanamento dei genitori;
  • Quando previsto, distribuisce le maglie gara;
  • Si organizza affinché, durante le pause, i giocatori possano avere alimenti di conforto e/o bevande calde rifocillanti che potranno essere somministrate previo accordo con il tecnico;
  • Si assicura che al riconoscimento i giocatori si presentino in silenzio, allineati per numerazione progressiva o, comunque, in ordine di lista gara. Dovranno presentarsi all’arbitro/Direttore di Concentramento in maniera chiara ed educata;
  • Verifica che all’uscita dello spogliatoio questo sia vuoto e lasciato in condizioni di assoluta pulizia;
  • Allontana eventuali presenze estranee e fumatori dallo spazio spogliatoi o uscita spogliatoi;
  • Sostituisce, scrupolosamente, l’allenatore in caso d’assenze temporanee, nella sorveglianza attenta e responsabile del gruppo;
  • In caso d’infortunio, si occupa di organizzare gli interventi del caso e comunica ai genitori e alla società l’accaduto in tempi brevi;
  • Al termine di ogni gara, laddove distribuite, ritira le maglie gara e si occupa del lavaggio chiedendone il rimborso in segreteria;
  • Laddove previsto e, comunque, per le partite casalinghe (da U14 a salire) si assicura della presenza del medico.


Aspetti tecnici

  • Conosce, seppure superficialmente, il regolamento di gioco e la Circolare Informativa della FIR;
  • Segue l’iscrizione degli atleti e la completezza dei documenti (documenti d’identità, certificato medico ecc.);
  • Custodisce e tiene aggiornato il faldone dei documenti degli atleti;
  • Compila le liste gare prima dell’evento e si accerta della correttezza apportando eventuali aggiunte e/o varianti, prima della consegna delle stesse;
  • Consegna la lista gara ed il faldone dei documenti all’arbitro/Direttore del Concentramento non appena possibile e comunque, con congruo anticipo rispetto l’inizio gara e li ritira a fine evento.


Rapporti con l’arbitro

  • Lo accoglie (in caso di eventi casalinghi);
  • Si presenta;
  • Si assicura della disponibilità dello spogliatoio (in caso di eventi casalinghi);
  • Si rende disponibile per qualsiasi esigenza particolare;


Rapporto con i genitori

  • Deve mantenere sempre un atteggiamento positivo e sostenere apertamente e pubblicamente, senza contraddire l’operato del proprio Tecnico e della società, spiegando, dove necessario, il senso e le motivazioni delle decisioni evitando accuratamente di addentrarsi nel merito dell’area tecnico-tattica;
  • Mantiene una costante linea di comunicazione e fornisce ai genitori tutte le informazioni di loro interesse;
  • Conosce i rapporti e i problemi comportamentali dei ragazzi;
  • Conosce il loro andamento scolastico;
  • Funge da “cuscinetto” nel rapporto allenatore-genitori, società-genitori, società-allenatori;
  • Dovrà trasmettere comunicazioni in entrambi i sensi mediando le informazioni e gli stati d’animo che le hanno generate per non creare o alimentare conflitti.


Rapporti con i giocatori e tecnici

L’attenta osservazione dei comportamenti da parte del dirigente permette d’intervenire in situazioni nelle quali sia sfuggito, all’allenatore qualche aspetto importante per la gestione dei singoli e del gruppo.

Sotto il profilo educativo, la collaborazione è importante soprattutto per quanto riguarda il comportamento formale dei giocatori (l’accompagnatore s’interessa di ricordare agli atleti le regole di comportamento e della buona educazione per un vivere sereno come, ad esempio, far mantenere pulito lo spogliatoio nelle varie occasioni, come allenamenti, gare ecc.).
In particolare:

  • Il contatto con l’allenatore e i giocatori dovrà realizzarsi in modo continuo, diretto e tempestivo;
  • Sarà positivo, propositivo e possibilmente risolutivo; ecco perché lo stato d’animo e le emozioni dovrebbero essere controllate per permettere un intervento o un consiglio più oggettivo possibile;
  • Assicura la presenza costante prima, durante e dopo la partita;
  • Ogni variazione o informazione d’interesse per il gruppo, di qualsiasi genere, verrà tempestivamente comunicata.
  • La comunicazione tra le parti dovrà essere impostata su una relazione di reciproca stima e rispetto dei ruoli e delle competenze;
  • L’accompagnatore non deve MAI intervenire su aspetti tecnici o impartire suggerimenti tecnici ai giocatori; il suo comportamento in panchina dovrà, alla pari del Tecnico, essere irreprensibile, evitando accuratamente gli eccessi, le proteste o un linguaggio inappropriato;
  • Aiuta il giocatore a comprendere le scelte tecniche, laddove questi dimostri insofferenza e non accettasse le decisioni del proprio tecnico;
  • Crea un clima favorevole all’impegno sportivo: concentrazione, silenzio, calma;
  • Si adopera per mantenere la calma in panchina cercando di ridurre, il più possibile, eventuali diatribe tra tecnici ed arbitri;
  • Laddove necessario/opportuno, per motivi attinenti la gara o nei confronti dell’arbitro, si proporrà di rappresentare, sempre in modo garbato, eventuali proteste su richiesta dell’allenatore;
  • Il dirigente accompagnatore partecipa con funzione consultiva in alcune situazioni dove l’allenatore deve prendere decisioni importanti non propriamente di carattere tecnico;
  • Se necessario, si interpone a titolo di paciere, nei rapporti conflittuali tra tecnico e giocatore;
  • Monitorizza e funge da moderatore nel gruppo Whatsapp della propria categoria curando che non siano inviati messaggi di carattere politico o a base discriminatoria (sesso, razza ecc.).


Gestione nelle partite in casa con il dirigente della squadra avversaria

  • Fornire un’accoglienza decorosa ed efficiente alla squadra avversaria: presentazione, indicazione dello spogliatoio di pertinenza, eventuale locale per la compilazione dei documenti, indicazione dello spazio per il riscaldamento, accordi per il colore delle maglie e disponibilità per esigenze particolari;
  • Organizzazione del terzo tempo;
  • Saluti e commiati.


Gestione delle partite in trasferta

  • In caso di tornei deve essere informato sull’organizzazione e sul regolamento, occupandosi, insieme alla segreteria, di tutti gli aspetti logistici e dei contatti con gli organizzatori;
  • Ha il ruolo di capocomitiva;
  • Conosce l’indirizzo del campo e raccoglie tutti i contatti d’interesse (club ospitante, hotel, trasporti ecc).


REGOLE del fair – play

  • Stringere la mano all’avversario al termine della partita;
  • Prestare soccorso a ogni giocatore ferito o comunque favorirlo;
  • Sottostare alle decisioni arbitrali anche quando non si condividono;
  • Salutare il pubblico all’inizio e al termine della gara;
  • Evitare qualsiasi tipo di simulazione o atteggiamento che possa ingannare l’arbitro e portarlo a sbagliare;
  • Rispettare compagni e avversari, così come vogliamo sentirci rispettati;
  • Tenere un atteggiamento dignitoso ed equilibrato nella vittoria come nella sconfitta.